Artistic performance in Amboise, France. Clos Lucè castle

“Du Clos Lucè au Louvre”

Directed by: Alessandro Vezzosi and Agnese Sabato of Ideale museum , Vinci Italy.

Performed by: Alberto D. K. Marconcini

“Tetraedro dei sorrisi “. L’incipit artistico dell’evento è legato ai tre sorrisi tra i dipinti più famosi di Leonardo : Monna Lisa, San Giovanni Battista e Sant’Anna. Alberto ritrae i tre sorrisi in un circolo contemporaneo suggestivo ed inquietante dove al loro centro possiamo osservare il Tetraedro di Leonardo rappresentate del fuoco. Per Alberto quei tre sorrisi hanno un solo indirizzo Gian Giacomo Caprotti,  allievo modello  preferito quanto criticato di Leonardo, tant’è che Leonardo stesso lo aveva ribattezzato in Salaì (diavolo).
Ecco che il Tetraedro rappresentante il fuoco ed il Salaì  (diavolo) creano da subito un apparente connubio.
Ma Alberto non si ferma qui e continua nella sua outlawart inserendo ai bordi della tela dei numeri alfanumerici dando vita così ad un visibile indizio che leggendo il tutto in senso antiorario possiamo veder comparire il nome del Salaì. L’artista continua nel suo percorso articolato regalandoci così la sua visione Leonardiana della tela .  Possiamo notare delle impronte ricreate con la mota (fango) le impronte di mani e piedi in postura Vitruviana che in ammirazione osserva la tela con i tre sorrisi del Salai ritratti  In: Sant’Anna , San Giovanni Battista e Monna Lisa… se qualcuno avesse qualche dubbio riguardo alla postura Vitruviana col piede sx avanti anziché il dx … beh Alberto stesso ci dice: Leonardo  in ammirazione del Salaì in postura Vitruviana avrebbe messo sicuramente il piede sx avanti e non il dx.

TECNICA del TETRAEDRO

Terra Vino su tela

Le tecniche da lui usate sono anticonformiste. 120×120 cm tela sindone ruotante dal titolo “Tetraedro dei sorrisi “. Alberto rappresenta nella sua tela non solo la Leonardità visiva ma anche quella olfattiva.  Ha pensato bene quindi alla sua terra, la stessa terra che lo è stata anche per il Genio stesso. Cosi facendo Alberto crea una locazione ben precisa che è quella della terra che ha dato la natalità a Leonardo. Utilizza terra (mota) delle colline di Vinci per dare l’invecchiamento alla tela e decora interamente i sorrisi con il buon nettare che Leonardo stesso descrive nelle sue scritture ed aforismi, vino rosso e mosto Vinciano. Questi ultimi elementi rendono la tela olfattiva, di fatti odorandola ne possiamo carpire il proprio profumo vino e mosto che amalgamati con la tela assumono un odore di vinaccia muschiata. Facendo dunque questi semplici passaggi assistiamo ad un opera non solo 2d ma entriamo direttamente dentro il sapore della terra del Genio.

A.D.K.M.